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Le notizie sotto riportate sono quelle che ho potuto apprendere dai racconti di mio nonno Augusto, di mia nonna Meri e di mia mamma Miriam. Ciò che segue è una breve rievocazione di luoghi, tempi e situazioni un po’ diversi da quelli di oggi ma che fanno parte comunque della nostra vita ed hanno rappresentato le basi sulle quale i miei bisnonni prima ed i miei nonni dopo, hanno costruito l’avvenire della mia famiglia . Inoltre, questo scritto ha un significato particolare perché vuole soprattutto essere una dedica a mia nonna MERI morta alla fine dell’anno 2007, che con il suo lavoro operoso, attento e paziente , insieme a quello di mio nonno, ha reso possibile che questa nostra attività, pur con tante difficoltà, diventasse quello che oggi è. Per ringraziare nonna, certi di averle fatto un dono grandissimo, abbiamo posto all’entrata del residence e in tutti i nostri appartamenti l’immagine sacra della Madonna delle Grazie alla quale nonna era molto devota e siccome lei , ha ora la fortuna di vedere Maria nel suo splendore, a noi momentaneamente, non rimane che porre la statua benedetta della Madonnina di Lourdes ( acquistata a Lourdes il 03 novembre 2008) nel campetto di fronte al Residence, che destineremo a parco giochi per i bambini e, che, per ringraziare nonna , chiameremo “Parco giochi “A Meri”.
Cinquant’anni fa Morcone non era il villaggio turistico che è oggi . IL paesaggio era quasi privo di costruzioni, predominavano gli edifici rurali, i cosiddetti magazzini. Come molti capoliveresi, anche i miei bisnonni paterni Vago Paris e Perna Maria, pur essendo proprietari di alcuni terreni, dovettero lasciare il loro paese per andare a cercare fortuna in Australia e solo dopo diversi anni, agli inizi del 900, insieme con mio nonno Augusto che allora aveva appena quattro anni, fecero ritorno a Capoliveri. Mia nonna Meri, invece, è nata e vissuta a Capoliveri, figlia di Giacomo Cecolini e di Anita Baldetti era la seconda di tre figlie . La maggiore , Miriam morì all’età di tredici anni e questo dolore segnò profondamente la vita dei miei bisnonni materni. Mia zia Diomira, invece, la più piccola, vive a Porto Azzurro con la sua famiglia. Ritornando ai miei bisnonni paterni e a mio nonno, mi è stato raccontato che durante l’estate vivevano a Morcone in uno di quei magazzini cui prima ho fatto cenno; uno stanzone enorme all’interno del quale , si cucinava, si mangiava, si lavorava e si dormiva. Bisnonno Paris era un contadino, un pescatore e anche un allevatore; allora prevaleva la coltura a vigna e a frutteto ed anche il nostro terreno, incluso quello nel quale ora insiste il Residence, era coltivato a vigna; un’immensa vigna che non lasciava spazio neppure ad un sentiero per arrivare al mare. Ci si doveva arrampicare sopra i muretti a sasso assai numerosi a quel tempo. In più bisnonno Paris allevava caprette e il suo mezzo di trasporto era Moretto, il suo asino. La vita, anche se faticosa, sembrava scorrere più lentamente e più serenamente rispetto ad oggi . Agli inizi degli anni cinquanta, mio nonno Augusto e mia nonna Meri si sposarono . Nel 56 nacque mia mamma e le foto che lei mi ha mostrato e qui riprodotte fanno capire come anche allora la vita trascorresse semplicemente ed anche come pian piano i turisti iniziassero ad arrivare. Dovette passare, tuttavia, ancora qualche anno prima di vedere i primi alloggi per turisti. Il primo Albergo in assoluto ad essere costruito a Morcone fu “ La Scogliera”. Seguì “ Il Drago”. Poco dopo, alcuni tedeschi iniziarono ad investire sul nostro territorio che, quindi, cominciò a cambiare aspetto . Solo nel 1966, mio nonno Augusto che fino ad allora aveva svolto il mestiere di fabbro , grazie
alla vendita di un terreno, riuscì a costruire con le proprie mani e con l’aiuto di qualche operaio la prima ala dell’attuale Residence . Più tardi fu costruita anche la seconda. Questo, divenne il suo lavoro e quello di mia nonna Meri. Da allora sono trascorsi tanti anni , mia mamma si è sposata con mio babbo Franco Pinotti e siamo nati io e Nadia. Nel frattempo il nostro Residence ha cambiato aspetto, i miei nonni hanno fatto enormi sacrifici per ristrutturarlo e renderlo competitivo, hanno lavorato sodo per poter dare un avvenire alla loro famiglia. Speriamo di non deluderli mai e di portare avanti questa attività con onestà come ci hanno insegnato loro cercando sempre di non dimenticarci del nostro passato. Le persone che vorranno trascorrere un soggiorno presso il nostro Residence saranno accolte come sempre con cordialità e all’insegna del reciproco rispetto.
Per ringraziare mamma
Mamma, ti scrivo questa lettera per dirti
ancora quanto ti voglio bene.
Ricordi, ce lo siamo detto tante volte nei giorni
in cui tu eri ricoverata in ospedale e ci sembrava
che non fosse mai abbastanza.
Ma qualcosa è rimasto ancora da dire e voglio
farlo in questo modo. Mi sembra di aver fatto
così poco per te in questa vita che ho l’impressione
di stare meglio se grido a tutti il mio dolore.
Tu non immagini, Mamma, quanto ti sia grata per
tutto quello che hai fatto per me.
Sei stata una Mamma meravigliosa, sei una Mamma
meravigliosa. Grazie per avermi dato, tu per prima
il coraggio di affrontare questo dolore, grazie per
avermi detto che mi avresti guidato da lassù.
Il fatto è ,Mamma, che tutto ciò non mi basta perché
mi manchi tantissimo e perché una parte di me se
n’è andata via con te. So anche però, che tutto non
è perduto ed è per questo, Mamma che ho un grazie
ancora più grande da dirti: è per avermi imparato
fin da piccola ad amare Gesù e Maria, perché solo
la fede in loro, mi dà oggi la certezza di poterti
rivedere un giorno in quella meravigliosa casa
dove , “ dice Sant’Agostino” non esiste la morte
e dove potremo vivere insieme a tutti i nostri cari
assorbite dall’incanto di Dio.




















